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Nuovo centro d'accoglienza a Settecamini? I residenti: "Noi contrari, ma non vogliamo un'altra Torre Maura"

La raccolta firme dei residenti di Settecamini contro l'apertura di un centro d'accoglienza a largo Chiaro Davanzati

 

Per molti è una situazione che riporta alla memoria il 2014, quando nella medesima struttura, l'arrivo di letti nuovi aveva fatto drizzare le antenne a chi abita qui vicino. Con la stessa trama, la consegna di reti e materassi all'interno dell'immobile di largo Chiaro Davanzati ha avviato la mobilitazione.

"Crediamo, esattamente come allora, che qui non ci possa essere un centro d'accoglienza – dice Alessandra Gianni, abitante di Settecamini e referente di Fratelli d'Italia per il quartiere -. Le condizioni sono le stesse, forse peggiorate. Non abbiamo più la caserma dei carabinieri, il degrado è ovunque, nessun servizio per i nostri ragazzi. In che modo esattamente si possono integrare qui i possibili ospiti del Cas?”.

Una posizione comune a tutti quelli che arrivano in questo piazzale solo per firmare la petizione con la quale si chiede a Prefettura e ministero dell'Interno di fare un passo indietro: “Da tempo chiediamo maggiore sicurezza e in risposta ci aprono un centro d'accoglienza – dice un abitate di zona -, così si va a riempire d'acqua un vaso già colmo”.

Ed è questo uno dei timori di chi vive qui, quello di vedere proprio sotto le prorprie case le medesime scene viste a Torre Maura o Casal Bruciato. “Lo vogliamo evitare – continua Gianni -, ed è per questo che abbiamo iniziato questa raccolta firme. La petizione è stata già inviata con posta certificata. Noi di certo non ci fermiamo, ma Settecamini non permetterà a nessuno di venire qui a cavalcare la protesta”.

Ad esprimere contrarietà all'apertura del Cas, anche la presidente del IV municipio, Roberta Della Casa: “In questi giorni sembra che vi sia un’imminente apertura di uno di questi spazi in località Settecamini e la questione ci preoccupa – scrive la mini sindaca attraverso i social -. Roma è sicuramente una città che accoglie nel rispetto dei trattati e delle norme europee e condanna ogni discriminazione ma non può non esprimere dissenso su interventi calati dall’alto in quartieri di periferia già vessati da problematiche sociali importanti”.

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