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San Basilio non si lega: consiglieri contestati ai lotti di via Recanati

L'incontro è stato interrotto a seguito delle contestazioni. Dalla Rete Popolare Tiburtina: "La Lega non è benvoluta qui". Per i leghisti: "Esponenti dei centri sociali in stato di alterazione"

Foto FB Maurizio Politi

Un appuntamento annunciato già nei giorni scorsi quello tra gli esponenti leghisti e gli abitanti del quartiere San Basilio che, però, diversamente dalle aspettative degli organizzatori non è proseguito come da programmi. Già perché a pochi minuti dall’inizio dell’incontro, cittadini e attivisti di Asia Usb hanno contestato gli ospiti fino a rendere necessaria l’interruzione dell’incontro. È questo quanto accaduto nel pomeriggio di lunedì, presso i lotti di via Recanati, cuore di San Basilio. 

Quello che avrebbe dovuto essere un momento di ascolto è stata invece un’occasione per gli abitanti e i militanti del sindacato di ribadire un concetto che in questa parte di periferia è chiaro: San Basilio non si lega. “Come può essere benvenuta in un quartiere popolare la Lega? Lega che - solo per citare gli ultimi avvenimenti- ha votato contro la sanatoria delle case popolari, facendo passare tutti gli abitanti non regolarizzati dell'Edilizia Residenziale Pubblica come "scrocconi" e "delinquenti” hanno spiegato dalla Rete Popolare Tiburtina. “L'organizzatore della sceneggiata leghista ha scritto poi sul suo profilo FB che "questa gente deve finire nel dimenticatoio". Purtroppo per lo sciagurato politicante, questa gente si è guadagnata il rispetto del proprio quartiere portando avanti da decenni lotte dal basso per il diritto alla casa e contro l'abbandono della periferia”. 

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La Lega, che nel pomeriggio di lunedì era rappresentata dal capogruppo al Campidoglio Maurizio Politi, del vice coordinatore romano Flavia Cerquoni, dell’ex consigliere municipale Roberto Santoro e del referente del territorio Dario Zimbardi, dal canto suo ha tuonato: “Le minacce dei centri sociali non ci fermano – asserendo - alcuni esponenti dei centri sociali, in evidente stato di alterazione, sono stati cacciati dagli stessi abitanti del quartiere presenti all'incontro, infastidisti dall'atteggiamento delinquenziale”. Gli organizzatori dell’incontro hanno spiegato: “La Polizia, costretta ad intervenire, ha chiesto di interrompere la visita per evitare problemi ulteriori - Spacciatori e criminali non possono essere i padroni di interi quartieri romani ed i centri sociali, luogo dove spesso questi soggetti trovano protezione, devono essere chiusi". 
 

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