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Zeppetto, l'ennesima beffa: dopo la revoca arriva l'avviso...con cinque mesi di ritardo

La data dell'avviso risale a gennaio ma il documento è stato consegnato alla famiglia Proietti solo lo scorso 11 giugno

Immagine di archivio

L’avviso di revoca a Zeppetto (re dei cocomerari), ovvero il passaggio preliminare alla notifica della revoca della licenza vera e propria, è arrivato solo l’11 giugno nonostante sul frontespizio (che Roma Today ha potuto leggere) sia indicata, oltre il numero di protocollo, la data del 18 gennaio. “Ricevere questo documento nei tempi giusti avrebbe cambiato le sorti della nostra attività” ha spiegato Sabrina Taddei, figlia di Lucia Proietti titolare di Zeppetto. 

Dopo la notifica della revoca, la famiglia ha presentato ricorso al Tar

Già a maggio la famiglia Proietti aveva definito questa revoca “immotivata” proprio perché non riusciva a spiegarsi le ragioni di questa scelta presentando ricorso al TAR e rinunciando di fatto all’apertura del banco di via Tiburtina, luogo simbolo non solo del quartiere ma dell’intera città. Da qualche giorno la vicenda ha iniziato ad assumere contorni più chiari in quanto è stato ricevuto il documento che rappresenta la “chiave di volta” di tutto. 

Che cosa sarebbe successo se l’avviso fosse arrivato in tempo?

L’avviso di revoca contiene al proprio interno la condizione necessaria che avrebbe evitato la chiusura. “Ci viene chiesto di provvedere al ripristino della metratura in utilizzo entro 20 giorni e in caso contrario ci sarebbe stata la revoca della licenza – ha continuato a spiegare Tiddei – ma questo documento lo abbiamo ricevuto pochissimi giorni fa, quindi non abbiamo potuto fare nessuna modifica al banco”. 

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Zeppetto, punto di riferimento per il quartiere e non solo

Intanto Lucia Proietti, proprietaria della licenza che da decenni ormai ha preso il posto del papà Augusto deceduto nel 1996, non ha più un lavoro e in attesa che il TAR emetta la sentenza lei non potrà più vendere fette di cocomeri in via Tiburtina. “Sicuramente la sentenza, alla luce degli ultimi avvenimenti, sarà a nostro favore – ha concluso Sabrina – ma restano la rabbia e il rammarico per la chiusura di un’attività che avrebbe potuto continuare a lavorare se solo non ci fossero stati ritardi da parte dell’amministrazione”. Al nostro giornale Lucia Proietti denunciava: "Mi hanno tolto la vita". QUI LA VIDEO-INTERVISTA
 

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