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Multe a Portonaccio, il comitato: "La magistratura tenga conto delle dichiarazioni di Della Casa"

In difficoltà le famiglie ancora in attesa di giudizio per fronteggiare le spese processuali

Via di Portonaccio - Immagine di archivio

Si torna a parlare delle multe di via di Portonaccio, in tempi di emergenza generata da Covid-19. Già perché sono ancora tante le famiglie, oltre 20.000, costrette a fare i conti con le spese processuali. E a far tornare attuale l'argomento sono state dichiarazione dell'ex presidente Della Casa rilasciate alla stampa. “In questi giorni l’ex presidente Della Casa, a proposito del caos multe a Portonaccio ha detto alla stampa “pago le colpe del Campidoglio”, un’espressione che ora più che mai è un’ammissione di responsabilità” ha detto al nostro giornale Luca Cardia, presidente del Comitato Multopoli Portonaccio. Il comitato è anche espressione di una pagina Facebook che conta 17mila iscritti denominata “Uniamoci contro le multe di Portonaccio”.

“Diverse famiglie mi hanno segnalato le difficoltà economiche in cui versano in questo periodo e fronteggiare anche le spese processuali, per chi ha perso il lavoro, è davvero difficile - ha aggiunto Cardia – L’affermazione di Della Casa dovrebbe essere tenuta da conto, assieme alle tante altre e ad una Consulenza Tecnica d’ Ufficio che riporta oggettivamente quanto accaduto”.

Il comitato parla di vero e proprio accanimento: “Perché Roma Capitale ha continuato a ricorrere anche contro i ricorsi accolti in favore del Cittadino? Ci domandiamo quanto questo accanimento sia stato giusto, soprattutto quando già solo l’elemento statistico avrebbe dovuto far porre un interrogativo all’Amministrazione Capitolina, sulla legittimità della segnaletica e sulla sua efficacia; ricordiamo infatti che questa è stata rivista per bene 4 volte a seguito delle nostre Segnalazioni” ha detto Cardia.

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“Ricordiamo che la gran parte dei ricorsi si sono risolti positivamente ma che molti altri sono ancora in Appello ed i primi in Cassazione e che diversi Giudici d’Appello sembrano non voler tenere da conto una Consulenza Tecnica d’Ufficio che ci dà ragione nei fatti e nel merito. Speriamo che questa ulteriore dichiarazione sia annotata dalla Magistratura – ha concluso Cardia - Riteniamo tuttavia doveroso continuare la nostra battaglia in Cassazione e stiamo già collaborando con diverse associazioni, per richiedere un risarcimento a fronte del danno subito". 

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