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Settecamini: sequestrato deposito merci cinese

La Polizia ha sequestrato un deposito merci in zona Settecamini. 6000 metri quadri per lo stoccaggio di merci provenienti dalla Cina. Difformità sulla normativa della sicurezza sugli ambienti di lavoro

Gli uomini della Squadra Investigativa della Polizia Amministrativa, diretti dal dr. Edoardo Calabria, effettuando alcuni controlli presso lo stabile di via Leofreni in zona  Settecamini, si sono insospettiti dallo sproporzionato traffico di mezzi pesanti in entrata ed uscita. Lì c'era un’infinita distesa di scatoloni imballati pronti per essere immessi sul mercato di tutta la Provincia di Roma.

Un unico capannone a uso magazzino di circa 6000 metri quadrati, dislocato su due livelli. Una volta all’interno, gli agenti hanno notato sui soffitti, la presenza di cartelli azzurri indicanti la destinazione delle merci con “immaginari corridoi” che ricordano la grande distribuzione. Ogni pannello infatti, corrispondeva alla destinazione finale dei prodotti, consentendo lo stoccaggio dei materiali già in funzione della località d’arrivo. Castelli, Fiumicino, Rieti, Viterbo, Pomezia e supermercati, queste alcune delle destinazioni finali indicati sui cartelli.

Sono 9 le società cinesi che avevano fatto di questo deposito lo snodo principale del  mercato cinese  sul territorio della provincia di Roma.
Numerose le violazioni riscontrate in seguito alle verifiche effettuate a tappeto e portate a termine con l’intervento anche di personale dei Vigili del Fuoco. Impianti elettrici fatiscenti e privi di manutenzione, attrezzature antincendio inefficienti e non revisionate, uscite di sicurezza ostruite dall’enorme quantità di scatoloni impilati in maniera instabile.

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Queste alcune delle gravi mancanze constatate che hanno portato al sequestro del capannone. Denunciato in stato di libertà il titolare della struttura, un italiano di 57 anni, per le violazioni previste dalla normativa in materia sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Proseguono intanto le indagini su due vie parallele. E’ infatti in corso la verifica della posizione dei cittadini cinesi identificati in merito alla loro presenza sul territorio nazionale, e si sta procedendo all’accertamento sulla provenienza dell’enorme quantità di merce presente all’interno del  deposito.

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