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Omidicio Luca Sacchi, periferie contro. Casal Monastero non è San Basilio

"Abbiamo bisogno di spazi di aggregazione che tengano i nostri ragazzi lontani da altre tentazioni". La lettera del comitato dopo l'omicidio di Luca Sacchi

Foto FB Comitato di quartiere

È trascorsa poco meno di una settimana dall’omicidio di Luca Sacchi, il giovane personal trainer di appena 25 anni, ucciso nella serata di giovedì a pochi passi dal parco della Caffarella, nel quartiere Colli Albani. E mentre le indagini della magistratura vanno avanti c’è un altro quartiere che vive sulla propria pelle tutta la drammaticità della tragedia avvenuta.

Casal Monastero non è San Basilio

È Casal Monastero, immediatamente fuori dal GRA, al confine con Torraccia e San Basilio: il luogo da cui provengono i due fermati per i fatti di quella notte. Paolo Pirino e Valerio Del Grosso sono poco più che ventenni, sono nati e cresciuti qui, a Casal Monastero vivono le loro famiglie, i loro amici, tanti cittadini che li hanno visti crescere e ancora non riescono a credere a quanto avvenuto. “Casal Monastero non è San Basilio”: sono in tanti qui a pensarlo, molti lo dicono: l’accostamento sulla stampa, principalmente nazionale, dei due quartieri che di fatto sono “vicini di casa” non va giù. Se San Basilio è fin troppo spesso agli onori della cronaca nera e viene non di rado definito come uno dei supermarket della droga in città, Casal Monastero non lo è, e non solo per la conformazione urbanistica che ricorda vagamente quella di città nordeuropee. 

“Le periferie, più di tutto, vivono l’emarginazione sociale”

Il comitato di quartiere ha deciso di rompere il silenzio e ha lasciato trapelare emozioni e pensieri attraverso una lettera per dire a gran voce che i ragazzi di Casal Monastero meritano più spazi di aggregazione, meritano più occasioni perché lo “strappo sociale” venga rammendato. Ne riportiamo alcuni stralci

“Il ruolo del Comitato è quello di dare voce al senso civico di un quartiere, di rivolgersi alle Istituzioni locali e di chiedere che Casal Monastero venga sempre più incluso nel tessuto sociale vivo della nostra città. Le periferie da sempre rappresentano luoghi che subiscono, più di altre zone, una emarginazione sociale alla quale è difficile resistere ma che va combattuta prima che la stessa emarginazione dilaghi sempre di più. Abbiamo bisogno di rammendare questo strappo sociale, ne abbiamo tutti un bisogno estremo, per vivere con dignità e serenità il nostro quartiere, ma ne abbiamo bisogno soprattutto perché crediamo che investire nelle periferie rappresenti per le Istituzioni il miglior strumento di emancipazione sociale e culturale delle persone, ed economico per le periferie stesse”.

“Diamo ai ragazzi la possibilità di vivere nel migliore dei modi”

"Dobbiamo dare ai ragazzi la possibilità di vivere nel migliore dei modi questo bellissimo ed unico periodo della gioventù, dobbiamo dargli degli spazi di aggregazione per poter passare il tempo insieme in maniera spensierata. Dargli spazi per poter svolgere attività sportive, culturali e ricreative che li tenga lontano da ogni altra tentazione. Un ambiente che li accolga e che non li faccia percorrere strade alternative pericolose. E soprattutto, dobbiamo dare alle ragazze ed ai ragazzi un esempio. È il momento di rimboccarci le maniche, pur vinti dallo sgomento e lavorare tutti insieme per raggiungere questi obiettivi. Il Comitato di Quartiere si impegnerà sempre più per cercare di dare risposte concrete ai giovani del quartiere: siamo certi che i cittadini ci seguiranno e le Istituzioni saranno al nostro fianco in questo nostro sogno”.
 

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