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IV Municipio, i consiglieri M5s sospesi: "Della Casa sembra Scajola, presidente a sua insaputa"

I quindici ex consiglieri del movimento cinque stelle dovranno attendere l'iter dei probiviri e intanto ribadiscono le loro posizioni

Immagine di archivio

Sono sospesi dal partito, fino a data da destinarsi, i quindici consiglieri del gruppo del Movimento Cinque Stelle che lo scorso 24 aprile hanno presentato la mozione di sfiducia per l’ormai ex presidente Roberta Della Casa che ha portato poi alla caduta del Municipio (il quarto in quattro anni a guida cinque stelle) mercoledì. “Siamo dispiaciuti, attendiamo lo svolgimento dell’iter procedurale e confidiamo che tutto sarà analizzato nel migliore dei modi” ha detto Germana Di Pietro, ex capogruppo, raggiunta al telefono da Roma Today. A poche ore di distanza dalla pubblicazione dell’intervista a Roberta Della Casa, apparsa sulla nostra testata, abbiamo chiesto al gruppo quali azioni, quali passi, sono stati condotti in queste settimane di “trattative” dando loro la possibilità di rispondere a quanto dichiarato, già a partire dalla candidatura a presidente del municipio di Roberta Della Casa. L'INTERVISTA

“Non è assolutamente vero che non è stata supportata, il suo nome era insieme ad altri candidati presidente, ed è stata scelta. Un quarto candidato si è ritirato, questo per dire che se lei non avesse voluto avrebbe potuto fare la stessa scelta, non c’è stato nessun inganno da parte del movimento ed è stata supportata sempre - ha aggiunto Di Pietro – Mi ricorda Scajola che asseriva di avere case a sua insaputa. Se fosse stata ingannata di certo non avrebbe preso il 63%”. Lo scollamento tra Della Casa e il suo gruppo è stato evidente e “consacrato” con la vicenda Pirrone (lo schiaffo dell’ex assessore a un consigliere a cinque stelle) per assottigliarsi sempre di più nel corso degli anni successivi. 

Sentendola sragionare in questo modo capiamo perché ci ha messo all’angolo in questi anni – ha detto ancora l’ex capogruppo che insieme agli altri consiglieri, non ha risparmiato nessuna critica all’ex presidente durante il consiglio di mercoledì”. Ha puntualizzato: “Noi siamo stati eletti per portare nelle istituzioni le istanze dei cittadini, siamo portavoce dei cittadini e siamo sempre stati un gruppo molto coeso che per lei poteva essere una forza se solo ci avesse ascoltati”. 

Anche sulle delibere Di Pietro ha qualcosa da dire: “Non è vero che non abbiamo prodotto delibere, è vero invece che quanto da noi deliberato non ha avuto seguito, faccio un esempio su tutto, l’osservatorio delle politiche abitative che, seppur deliberato è stato convocato in quattro anni solo una volta e dall’ex assessore Tozzi”. Un ritorno anche ai macrotemi che hanno reso evidente la spaccatura, il Casale Alba 1 e la chiusura degli asili nido, su questi ultimi: “A quel tempo abbiamo avviato tavoli di concertazione anche con il comune per salvare almeno due dei quattro nidi, se lei paventa un continuo “se lo diciamo lo facciamo” vuol dire che forse non si è impegnata abbastanza?”. 

Altro discorso per il casale: “La gestione del Casale, in quanto bene situato all’interno del parco di Aguzzano avrebbe dovuto seguire altre procedure poiché esisteva un piano di assetto, abbiamo chiesto di cambiare modalità e abbiamo tentato il più possibile di ampliare il progetto, le avevamo chiesto di ritirare la delibera ma lei è stata categorica con un “no, votatela”. Quella giornata sancì il voto contrario tra maggioranza e Della Casa per ben tre volte. Inoltre: “In questi anni non solo non ha preso in considerazione la maggioranza ma neppure il consiglio e le commissioni che dettano l’indirizzo politico”.

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Infine: “No, non siamo pentiti di quanto fatto, tanto più che lei difronte a una mozione di sfiducia non ritiene doveroso ritirare un bando per fare eventi a villa Farinacci, o di stralciare l’opera di ristrutturazione di largo Camesena del valore di 170mila euro, quando la crisi economico-sociale sul nostro territorio è incredibile. Lei non ha dato una risposta concreta attuando fatti, un atteggiamento che non deve spiegare a noi ma ai cittadini” ha concluso Di Pietro. 
 

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