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San Basilio scende in strada dopo il censimento: "Le periferie chiedono rispetto"

Nel pomeriggio di venerdì, corteo di circa 500 persone ha attraversato le vie del quartiere

“Giù le mani da San Basilio, le periferie chiedono rispetto”. Questa la frase scritta sullo striscione portato dalle donne di San Basilio in testa al corteo che si è svolto nel tardo pomeriggio di venerdì quando circa 500 abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare dissenso ma soprattutto rabbia nei confronti del modus operandi dello scorso martedì durante il “censimento”. 

Marisa, in prima fila al corteo: "Raggi sta facendo repressione contro i poveri"

Tra le donne, in prima fila, c’era Marisa che a San Basilio vive da trent’anni e nel quartiere stanno crescendo i suoi figli e i suoi nipoti e martedì mattina era in casa come molti altri. “Calci e pugni per bussare alle nostre porte, per chiedere i contratti, le bollette pagate dicendo che stavano facendo un censimento ma il censimento non si fa così – ha detto al nostro giornale – Consegniamo già i nostri redditi al Comune”. Marisa non ha dubbi: “Raggi sta facendo una repressione verso i poveri – ha detto delusa – In campagna elettorale sono venuti a fare le passerelle, l’ho votata anche io, adesso mi vergogno pensando che i nostri voti sono serviti per mandarli al governo della città”. E inevitabili tornano in prima linea i veri problemi del quartiere, quelli che attanagliano la vita dei cittadini tutti i giorni: “Qui si vive male perché non abbiamo nulla, non ci sono negozi, i mezzi pubblici passano di rado, mai fatta manutenzione alle nostre case. Gli abitanti di San Basilio si svegliano alle 4.30 per andare al lavoro, quando è ancora buio”. 

La rete di solidarietà tiburtina: "Le proteste continuano fin quando non avremo risposte"

Ad organizzare la manifestazione di venerdì sera Asia e la Rete di solidarietà popolare tiburtina: “Abbiamo messo insieme diverse realtà sociali per creare una rete capace di rispondere alle angherie delle istituzioni e al loro immobilismo verso i quartieri di periferia – ha detto ai nostri taccuini Lorenzo Mastrocesare, tra i fondatori della Rete di solidarietà popolare Tiburtina mentre il corteo scorreva lungo via Fabriano per sciogliersi in via Fiuminata – La nostra risposta al blitz di martedì sarà continua, scenderemo ancora in strada e far sentire la nostra voce contro ogni sopruso, fino a quando non ci saranno date soluzioni concrete”. 

A San Basilio va in scena la dignità dei residenti dopo i fatti di martedì

Donne e uomini a San Basilio hanno gridato la loro rabbia in un corteo composto dove a più riprese è stata ricordata la storia del quartiere che si fonda sulla lotta per la casa, tenendo bene a mente il sacrificio di Fabrizio Ceruso che ha pagato con la vita il suo impegno per la difesa dei diritti. Perché come ha ricordato Davide Angelilli del Centro Popolare San Basilio pochi attimi prima della chiusura del corteo: “Questa è stata la manifestazione della nostra dignità”. 

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