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Fabbrica Basf a Case Rosse: la richiesta è di "delocalizzazione"

I comitati cittadini, Codici e il consigliere Mei si incontrano per chiedere definitiva chiarezza sull'inquinamento e lo stress ambientale che deriverebbe dai fumi che fuoriescono dall'inceneritore dell'ex fabbrica Engelhard

Una vicenda che va avanti da anni. Al centro della questione sempre le stesse domanda: i fumi dell’inceneritore della fabbrica Basf di Case Rosse sono dannosi per la salute dei cittadini? E se a questo si associasse uno stress ambientale dovuto alla vicinanza nella zona degli scarichi inquinati che l’Aniene versa nel Tevere? Come si potrebbero tutelare i cittadini residenti nei vicini quartieri di Settecamini, Case Rosse e Ponte di Nona che da anni denunciano la situazione? Tre domande semplici in relazione alle quali è difficile ottenere una risposta precisa iche ha visto stamattina tenersi l’ennesimo incontro promosso dal Codici, dal consigliere regionale Api Mario Mei, e dai comitati di Case Rosse e Settecamini. Una questione spinosa che i cittadini denunciano a gran voce e che ha portato lo scorso maggio ad un blitz nella ex Engelhard da parte della Polizia Municipale che ha accompagnato dieci tecnici dell’Arpa ad effettuare nuove analisi sull’inceneritore che “depositerebbe e brucerebbe ogni giorno, dal 1956, tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da stabilimenti chimici di tutto il mondo, recuperando e riciclando i metalli preziosi residui della combustione”.

PROVINCIA E ISS - Blitz dello scorso 29 maggio che ha visto poco dopo la Provincia di Roma annunciare di aver sottoscritto con l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) "una convenzione per la predisposizione di un programma di monitoraggio e sorveglianza ambientale sull'attività dello stabilimento Basf di via Salone". Di cosa si tratta? "Di un un programma di ricerca avente come obiettivi: l'analisi e valutazione della situazione ambientale e dei rischi sanitari connessi all'attività dello stabilimento, lo studio e predisposizione di un programma di sorveglianza e monitoraggio ambientale, da attuare con particolare riferimento alle specifiche ricadute sulla salute umana delle sostanze prodotte da attività industriali. L'attività di campionamento ed analisi delle matrici ambientali oggetto di studio saranno svolte dall'ISS sulla base di un programma operativo di sorveglianza ambientale concordato con l'Amministrazione Provinciale".

LA BASF SECONDO L’INCONTRO - Incontro di stamattina che si è tenuto presso la sede nazionale del Codici con il Centro per di Diritti del Cittadino, il consigliere regionale Api Mario Mei ed i comitati di Case Rosse e Settecamini a chiedere alle amministrazioni Provinciale, Regionale e Comunale indagini efficaci, rigorose e non opinabili. “Quella di Settecamini - è stato spiegato durante l’incontro - è una zona che presenta livelli di stress ambientale al di sopra della norma, e sempre lì vicino in via di Salone, i comitati hanno segnalato alle Autorità la presenza di un’industria, la Basf (ex Engelhard) che, secondo le segnalazioni, depositerebbe e brucerebbe ogni giorno, dal 1956, tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da stabilimenti chimici di tutto il mondo, recuperando e riciclando i metalli preziosi residui della combustione. Oltre allo stoccaggio di sostanze nocive e pericolose, sempre nella zona, ci sono i prodotti legati alle emissioni dell’aria e alle acque reflue dei rifiuti che vengono versate nel fiume Aniene, affluente del Tevere, anch’esso già ampiamente inquinato. Dati i fatti si manifesta la necessità di valutare la realtà anche sulla base dei numeri del territorio circostante. Tra le varie attività dell’industria si rileva quella di incenerimento di catalizzatori esausti soprattutto conferiti dall’esterno. Tali catalizzatori esausti costituiscono rifiuti che, a seconda del tipo di materia della quale sono composti, possono essere anche tossici, nocivi e pericolosi”.

INCENERITORE - In merito al piano di monitoraggio previsto dalla convenzione tra la Provincia di Roma e l’ISS i comitati denunciano che il rischio da inquinamento legato alle attività dello stabilimento Basf "è certamente presente sulla base delle diverse tonnellate di sostanze inquinanti registrate in un anno dal sistema di monitoraggio delle emissioni dell’inceneritore, che, pur nei limiti, sono incompatibili con il centro abitato vicino e i cui effetti sulla salute si possono manifestare nel breve o nel medio periodo. Inoltre, visto lo stoccaggio di sostanze tossiche e pericolose, va considerato anche il rischio di incidente che solo un piano dedicato di sorveglianza permanente consente di ridurre".

INTERVENTI - Basf di Case Rosse in relazione alla quale si chiede un intervento anche da parte della Regione Lazio, con un piano di monitoraggio permanente di continuità 24/24h per almeno 12 mesi in cui si dovranno analizzare le emissioni e le ricadute delle emissioni sui terreni circostanti. Al fine di “individuare e documentare in modo certo e sistematico la natura delle sostanze bruciate durante i controlli, per consentire una correlazione temporale tra quantità/qualità delle sostanze bruciate e quantità/qualità delle ricadute (...)   dovranno essere effettuati prelievi e analisi sulle acque ed i sedimenti del “laghetto” collocato tra via di Salone ed il corso dell’Autostrada A24 (...) dovranno essere effettuati prelievi e analisi sui sedimenti del fiume Aniene all’altezza dello sbocco delle acque reflue dello stabilimento, nonché a monte e a valle dello stesso (...) dovranno essere effettuati carotaggi del terreno nelle campagne circostanti lo stabilimento in un raggio di 0-500m minimo dallo stesso”.

PRESCRIZIONI - Comitati cittadini e Codici che inoltre richiedono: “una campagna di bio-monitoraggio su animali e persone, con particolare attenzione ai bambini, che vivono nell’area circostante lo stabilimento, in relazione alla durata dell’esposizione alle emissioni inquinanti dello stesso (...) un’indagine epidemiologica per malattia nel territorio di Case Rosse e Settecamini anche facendo ricorso al registro tumori (...) un aggiornamento dei dati dell’indagine epidemiologica per mortalità elaborata nel 2004-2006 dalla Asl RmB nel territorio di Case Rosse e Settecamini (...) ed un aggiornamento con approfondimento dell’indagine epidemiologica per mortalità tra i lavoratori della Basf (Ex Engelhard) condotta dalla Asl RmB nel 2004-2006,dove sono risultati mancanti al follow-up un numero elevato di soggetti (20+5)”.

DELOCALIZZAZIONE - Intervento esteso ed articolato che trova come possibile soluzione anche la delocalizzazione della Basf attraverso “la necessità di tavolo negoziale tra Comune e Basf per la delocalizzazione dello stabilimento in un’area industriale idonea in Provincia di Roma, che appare come l’unica soluzione percorribile nell’interesse generale, come già previsto nel testo dell’A.I.A.”.  Il Consigliere Regionale Mario Mei, Codici e i Comitati si aspettano dagli organi preposti risposte chiare ed azioni concrete.  “Su questa intricata e delicata vicenda – spiega il Consigliere Regionale Mario Mei – ho presentato una interrogazione a risposta scritta alla Presidente Polverini e all’Assessore all’Ambiente Mattei chiedendo di fare chiarezza, al fine di tutelare la salute dei cittadini residenti. Nello specifico, chiediamo all’amministrazione regionale quali provvedimenti intende adottare in riferimento ad attività di monitoraggio della suddetta attività industriale, alle analisi chimiche a cui vengono sottoposti catalizzatori esausti e al monitoraggio in continuo svolto sull’incenerimento. Chiediamo inoltre di conoscere quali dati epidemiologici risultano essere rilevati nelle zone colpite, con particolare riferimento all’esposizione alla diossina”.
 

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