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Ciclabile Togliatti, da Ponte Mammolo 'al nulla' tra ostacoli e interruzioni. Ecco perchè non la usa nessuno

Il nostro giro sulla pista ciclabile di viale Palmiro Togliatti insieme a Salvaiciclisti, ecco perché in pochi la usano

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Si incontrano più pedoni che ciclisti. Eppure la corsia dedicata alle due ruote,ormai costruita molti anni fa, si trova al centro di un’arteria romana importante come viale Palmiro Togliatti e potrebbe essere un collegamento più che utile per le persone che scelgono di muoversi in città con la biciccletta. Invece no.

Troppi sono gli ostacoli, gli attraversamenti pericolosi, le interruzioni della pista, la mancanza di illuminazione e manutenzione, con buche e crepe nell’asfalto provocato dalle radici di pini. Ma, cosa importante, nata per collegare la linea B (Ponte Mammolo) alla linea A (Cinecittà) si ferma all'incrocio con via Santi Romano, di fatto “nel nulla”.

“Assurdo perché mancano solo 800 metri - spiega Sergio Gatto di Salvaciclisti, mentre ci guida nelle mille difficoltà che bisogna affrontare percorrendo questa pista - speriamo che nel futuro si pensi ad un collegamento con la ciclabile in costruzione su via Tuscolana e la bike lane di via Prenestina in progetto”. E che magari venga sistemata anche questa: “Ben vengano i progetti nuovi - continua Gatto -, ma andrete valorizzato anche quello che già c’è. Questa pista è interrotta per quasi due chilometro da Colli Aniene a Centocelle, ci sono incroci pericolosi. Per questo noi ciclisti la utilizziamo poco ed è un vero peccato”.

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Commenti (38)

  • E allora il PD?

  • bla bla bla tutte chiacchiere .... in altre citta ... in altri paese....in altri paesi l'operaio prende 2500€ al mese e ci credo che lo stato a soldi da investire per i servizi! quindi alzate questi calovo di stipendi co i soldi che girano si risolvono tutti i problemi di questo mondo !

    • piu che alzare gli stipendi dovrebbero abbassare le tasse che paga un operaio

      • no amico , in Germania se prendi 50k lordi paghi il 42% come in italia...quindi un operaio per prendere 2500€ prende lordi 70/80k , non bisogna abbassare le tasse per far prendere più soldi all'operaio!

        • va tutto in base a cosa fai e che economia gira attorno,se fai una cosa che vale un tot o che non interessa a nessuno non puoi pretendere soldi così

  • Mi chiedo perchè mentre la costruivano non c'erano articoli di giornale ogni giorno nè rivolte popolari.

  • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto.

    • Quì l'egoista che pensa hai fatti propri ed al suo tornaconto sembra solo lei. Lei può andare in auto in sicurezza, perchè chi decide di utilizzare la bici non dovrebbe poterlo fare? è più egoista chi gira in modo ecosostenibile o chi inquina e fa respirare i suoi amati gas di scarico anche a chi ha deciso di non inquinare? Anche in Olanda, Danimarca ecc molti "dinosauri" protestavano come lei 20/30 anni fa ma dubito che nessuno ora voglia tornare indietro. Tra l'altro non mi sembra che lei rispetta chi la pensa diversamente da lei.

      • Per carità, lei è libero di pensarla come crede. Le riconosco pure che a suo modo è convinto di sostenere il bene della città. Parimenti anche io penso che per il bene di Roma la priorità non siano le piste ciclabili. Tutto qui.

      • Estrapolando dal contesto alcune frasi potrebbe sembrare come dice lei, ma dalla lettura dei commenti nella loro interezza emerge solo, e più semplicemente, la contrarietà alle piste ciclabili "a tutti i costi", a quelle realizzate "per propaganda", a quelle inutili e insensate e "mozze" sin dalla nascita come quella sulla Tuscolana. Non mi pare invece di leggere avversione contro le piste ciclabili in generale. Quella sul Tevere o quella, lunga e meravigliosa, che da ponte Milvio porta fino a castel giubileo, o quella del parco fluviale sono ottime. Mi scuso Antonello, il mio non è un intervento per "difenderla" perché non ne ha bisogno, ma solo un intervento a favore del buon senso e contrario alle piste "tanto per riempirsi la bocca di (finta) ecologia". "Pista ciclabile" non è automaticamente sinonimo di ecologia o civiltà. Lo è spesso, ma non sempre. Qualche volta è invece sinonimo di integralismo e nonsense. La pista sulla Tuscolana ne è l'esempio.

        • Ovvio che non sono contrario tout court alle piste ciclabili. Ben vengano sul lungo Tevere o nei parchi o in quelle zone ove sia effettivamente possibile realizzarle. Ma la loro realizzazione deve essere secondaria rispetto ai bisogni della città. Provo a spiegarmi con un esempio anche se poco calzante e per questo mi scuso in anticipo. Un buon padre di famiglia prima provvede ai bisogni primari dei propri figli: cibo, vestiario, salute... Poiai bisogni secondari come istruzione, cultura, libri... Poi pass a bisogni terziari come lo svago, il relax, le vacanze.... E così via per bisogni sempre meno importanti rispetto ai primi. Ovvio che poi se uno mi dice l'ultimo modello di telefonino.... è meglio averlo che non averlo.... Ma un buon padre di famiglia lo deve comperare solo dopo aver soddisfatto i bisogni primari.

        • Chiaro che tronconi morti lasciati così non servano a molto e di esempi ne abbiamo visto che fino ad ora le ciclabili a Roma sono state costruite senza senso (tronconi morti in aree poco abitate e spesso inutilizzabili) solo per raggiungere un certo chilometraggio, prendere i fondi europei e come dice lei “Riempirsi la bocca”. Oggi spero che la situazione sia diversa: la ciclabile tuscolana sembra che proseguirà fino alla stazione tuscolana e sembra verrà collegata a le esistenti di via Togliatti e via Lemonia oltre che intersecarsi con il futuro GRAB (speriamo). Se le promesse venissero mantenute (la speranza è l’ultima a morire) sarebbe una svolta per la mobilità urbana di questo quadrante. Dare a tutti l’opportunità di spostarsi in sicurezza a tutti è civiltà (tra l’altro con meno auto e smog ne beneficeranno anche quelli che la bici non la usano), che poi le cose vadano fatte con criterio è un altro conto. Ripeto, anche nei paesi dove ora l’uso della bici è diffuso anni fa si face una campagna per disincentivare l’uso dell’auto privata a favore delle ciclabili e molte furono le proteste da parte di molti… Provi a chiedere ad un olandese se tornerebbe indietro? Purtoppo tutti vogliono che le cose cambino ma nessuno è disposto a fare la sua parte.

        • Chiaro che tronconi morti lasciati così non servano a molto e di esempi ne abbiamo visto che fino ad ora le ciclabili a Roma sono state costruite senza senso (tronconi morti in aree poco abitate o parchi spesso inutilizzabili) solo per raggiungere un certo chilometraggio, prendere i fondi europei e come dice lei “Riempirsi la bocca”. Oggi spero che la situazione sia diversa: la ciclabile tuscolana sembra che proseguirà fino alla stazione tuscolana e sembra verrà collegata a le esistenti di via Togliatti e via Lemonia oltre che intersecarsi con il futuro GRAB (speriamo). Se le promesse venissero mantenute (la speranza è l’ultima a morire) sarebbe una svolta per la mobilità urbana di questo quadrante. Dare l’opportunità di spostarsi in sicurezza a tutti è civiltà (tra l’altro con meno auto e smog ne beneficeranno anche quelli che la bici non la usano), che poi le cose vadano fatte con criterio è un altro conto. Ripeto, anche nei paesi dove ora l’uso della bici è ormai diffuso anni fa si fece una campagna per disincentivare l’uso dell’auto privata a favore delle ciclabili e molte furono le proteste da parte di molti… Provi a chiedere ad un olandese se tornerebbe indietro? Purtoppo tutti vogliono che le cose cambino ma poi a paura di cambiare vince sempre.

    • L'egoismo è di chi vuole ad ogni costo difendere l'uso della macchina non dando alternative a chi la macchina non vuole usarla. Nel frattempo Roma resta un enorme parcheggio, un ingorgo tossico perenne di auto con gente inscatolata che spreca ore della propria vita ad imprecare. E quando i vostri figli hanno qualche patologia respiratoria è colpa dei pollini e non dello smog. Se non capite che bisogna cambiare rotta gli egoisti siete voi.

  • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore deglinstessi ciclisti.

  • questa città è particolare, non si può paragonare alle altre città nel mondo. la ciclabile è di dura attuazione per la particolarità della città, incapacità dell amministrazione e "insofferenza" di noi romani.

    • Non è la città particolare. E' la testa della gente che è annebbiata dallo smog.

  • d'estate la uso spesso e da ciclista dilettante posso dire che tranne qualche mamma che porta i figli a fare i giretti (che poi vanno al parco mica in mezzo alla togliatti) sulle ciclabili non vedo nessuno ,sono belle ,fanno arredo urbano,ma completamente inutili,ci vanno poche persone e costano sia farle che mantenerle,non vengono usate per andare al lavoro ma per qualche girettino in bici,anche se usate per andare da un punto A ad un punto B sono discontinue e piene di interruzioni,sulla togliatti poi ad un certo punto trovi accampati i vari regaletti delle sinistre con le loro roulotte . Sulla tuscolana sono inutili e dannose,riducono notevolmente la corsia per le auto riducendo ancora di piu una arteria principale dando notevoli problemi di traffico locale per far andare una decina di persone a passeggio...uno spreco

    • La ringrazio per la sua testimonianza. Ha usato la parola corretta, spreco. Le piste ciclabili posso o anche essere fatte, ma postergate come priorità a mille altre cose.

    • Ma esiste qualcuno che prima di parlare della ciclabile Tuscolana si sia informato sul progetto senza ripetere a pappagallo certe castronerie? La pista non riduce la carreggiata, ma toglie la possibilità di una comoda doppia fila. Non toglie i parcheggi se non quelli alle fermate dei bus (vietati se non ve lo ricordavate) riqualificando le fermate stesse con nuove banchine. E' già in progettazione il tratto fino a stazione Tuscolana. I ciclisti a Roma non ci sono perchè mancano le infrastrutture. PS: Però dicono faccia chiudere i negozi. (Anche se nessuno di coloro che lo affermano sa spiegare come. Prendiamolo come dogma)

      • È costata soldi che potevano essere usati per altro. Le ciclabili non sono la priorità. Nessuno le usa.... E le userà.

        • L'unica priorità è cambiare la situazione attuale di una città che è solo traffico e parcheggio.

      • Non esiste nessun progetto. A meno che per progetto non si intenda che qualcuno abbia "detto" o "pensato" o "proclamato" o "promesso" che la pista verrà prolungata. Progetti reali e bandi in proposito non esistono. Inoltre, e soprattutto, a meno di non ridurre la carreggiata stradale ad UNA CORSIA , È IMPOSSIBILE prolungare la pista ciclabile oltre porta furba, non c'è spazio (questa non è un'opinione, è la larghezza della carreggiata. Se qualcuno ha promesso di prolungare la pista tra Porta furba e gli archi dell'acquedotto, o non ha mai visto la strada o vuole farla su due livelli sovrapposti).

        • Il progetto di prolungamento è in conferenza di servizi. I bandi si fanno quando ci sono i finanziamenti. Per gli spazi esistono gli ingegneri e gli architetti e non ci si basa su quelle che restano opinioni dei commentatori.di internet.

  • Non la usa nessuno perché a Roma i ciclisti sono pochissimi e numericamente irrilevanti. Troppi soldi pubblici si stanno spendendo a favore di questi pochissimi. Soldi che dovrebbero servire per migliorare le condizioni del trasporto pubblico.

    • Proprio per questo i soldi andrebbero spesi per incentivare l'utilizzo della bicicletta tra i romani, come di tutte le forme di mobilità sostenibile e collettiva, come avviene in tutto il mondo CIVILE che invidiamo quando andiamo all'estero. Esiste un piano quadro della ciclabilità che prevede una rete di 1000km di corsie ciclabili (obbligo del CdS di realizzarle in occasione di qualunque intervento di manutenzione straordinaria) approvato dall'assemblea che giace in un cassetto da 5 anni...

      • Premessa la questione di civiltà sulla quale non meriti neanche di essere preso in considerazione. Se vi fanno (a voi pochissimi ciclisti romani) le piste e poi non ci andate, i soldi per realizzare le piste dovrebbero essere destinati ad altri usi (es.: corsie preferenziale per gli autobus, ecc.).

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi.

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi.

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette....questa è una vostra utopia convinti che, poiché una cosa la fate voi, è assolutamente giusta. Una città come Roma ha bisogno di servizi pubblici efficienti ed ogni spesa per piste ciclabili che nessuno usa, sono soldi distratti dalle vere ed uniche opere che possono alleviare i disagi dei romani. Se Roma avesse una pista ciclabile su ogni singola strada state pur sicuri che i ciclisti resterebbero una assoluta irrilevante minoranza. Questa storia delle ciclabile è un sintomo di profondo egoismo. Per la.apssione di pochissimi si richiedono risorse che dovrebbero essere spese per tutta la collettività.

    • Non la usa nessuno perchè è manutenuta(?) male e non collegata con nessun’altra ciclabile. Di fatto è un progetto amputato delle sue parti più importanti, i collegamenti ad altri impianti viari. La giunta dovrebbe non solo investire, ma spendere molti più soldi su ciclabili e potenziamento della mobilità sostenibile (oltre al citato TPL). Per ribaltare il suo discorso, se ci fossero delle ciclabili e delle condizioni per andare in bici in sicurezza a Roma, i romani preferirebbero muoversi in bici piuttosto che in macchina, aumentando de facto la percentuale di ciclisti. Saluti.

      • Nessuno userà le bici anche se si fanno piste in ogni via. Roma non è una città per bici a differenza di Bologna, Amsterdam o altro. Il gulasch va bene a Budapest, la carbonara a Roma. Perché a Roma messi in mangia il gulasch? Perché non è civile?

        • La favoletta che Roma non è adatta fa tenerezza.

          • A Roma le biciclette non si usavano manco nel primo dopoguerra...un motivo ci sarà

            • "Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà, per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente." Ladri di biciclette. Regia: Vittorio De Sica (1948)

      • Non ci sono ciclisti perché mancano le ciclabili o non ci sono ciclabili perché non ci sono ciclisti? Qualcuno ha mai stimato un numero realistico (non nel libro dei sogni) di ciclisti che effetivamente circolerebbero sulla Tuscolana? Quanti "adepti" contano le associazioni "Salvaciclisti" e "Cycom"? Decine, centinaia, milioni? Nei primi due casi, o anche fossero migliaia, i numeri sono decisamente insignificanti (considerata la popolazione e l'estensione di Roma), tali comunque da non poter imporre una loro personale scelta di vita, benché autonoma e legittima, a tutta la collettività, facendosi pure pagare la realizzazione di queste "opere" con le tasse di tutti, invece da destinarle a cose utili a molte più persone (una per tutte, il rifacimento del manto stradale, dove potrebbero pure loro circolare meglio). Sono molto scettico che il fatto di avere una ciclabile, peraltro fatta male e in un contesto strutturalemte inadeguato (con la pretesa che diventi un belvedere panoramico) convinca la gente che deve fare la spesa, portare i figli a scuola o andare a lavorare (in uffici, peraltro che non consentono né di farsi una doccia né di cambiarsi arrivando sudati dopo il tragitto in bicicletta). E nemmeno serve, come è stato sostenuto e come si vede dalle scene che si continuano a vedere tutti i giorni e ad ogni ora, a "educare" gli automobilisti a non parcheggiare più in doppia fila (terza, con la ciclabile), senza oltretutto il controllo da parte della PLM, se non in sporadicissimi casi.

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi

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