TiburtinoToday

Ha 58 anni e percorrerà l’Italia a piedi: 1750 km per onorare una promessa

Il suo viaggio inizia il 19 maggio

E’ nato tutto da una promessa fatta nel 2011: “In quell’anno ho partecipato alla corsa del Passatore e ho deciso che nel 2018, a cento anni dalla fine della grande guerra, avrei provato a percorrere l’Italia a piedi”. Così è iniziato il sogno di Pasquale Trabucco, 58 anni, romano e residente al Tiburtino, già ufficiale dell’esercito: “Sono cresciuto con i valori della riconoscenza e con il tricolore, ecco come è nato il mio viaggio”. E’ per questo che con lo zaino in spalla attraverserà la penisola, percorrendo 1750 km dal Trentino alla Sicilia. 

Un incontro importante

Ha la voce carica di entusiasmo Pasquale Trabucco che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita all’organizzazione di questa che si può definire senza commettere errore una vera e propria impresa. “Una sterzata ai preparativi c’è stata due anni fa – ha raccontato Pasquale – quando ho avuto la fortuna di conoscere Alessandro Belliere, l’alpino paracadutista di 80 anni che nel 2013 ha percorso l’Italia a piedi. Anche io sono paracadutista e conversando con lui ho capito molte cose, è stato lui ad aiutarmi anche nella programmazione del viaggio e delle tappe”.

Dal 19 maggio al 4 luglio

Pasquale inizierà il suo viaggio il 19 maggio e, secondo i piani, concluderà la tappa il 4 luglio: dalla vetta d’Italia nel comune di Predoi alla punta dello stivale Capo Passero in Sicilia. “Ho preso contatti con i sindaci dei 43 comuni che attraverserò durante il viaggio e vorrei che un cittadino di ogni comune mi accompagnasse fino al comune successivo – ha spiegato Pasquale che ha poi aggiunto – in ogni comune porterò un fiore al monumento dei caduti”. 

"Ci stiamo dando tutti da fare"

Le aspettative del viaggio sono molto alte, si tratta di percorrere circa 40 km al giorno: “In questi anni ho preparato il mio fisico ma anche la mia mente curando l’aspetto fisico e l’aspetto psicologico”. E Pasquale ancora molto legato alla sua seconda famiglia, quell’esercito, ha voluto ringraziare i suoi colleghi: “Ci stiamo dando tutti da fare, alcuni colleghi del mio corso hanno portato la mia divisa a Bologna che poi prenderò, qualcuno ha contribuito anche in termini economici come Fabio Mura che voglio ringraziare”.  

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