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Nidi convenzionati sotto sfratto: Comune e Municipio giocano allo scaricabarile. Genitori delusi

Il Municipio incaricato di "analizzare" il territorio

Sui nidi convenzionati del Municipio IV regna confusione: se da un lato c’è una delibera di giunta firmata dalla presidente Della Casa che incarica gli uffici di predisporre una “relazione che individui l’utilizzo a finalità sociali delle seguenti strutture”, dall’altro lato c’è la volontà del gruppo politico di maggioranza di tenere aperti i nidi in due quartieri quali Casal Bruciato e Casal de’ Pazzi. La vicenda, è finita in Campidoglio, in commissione politiche scolastiche: anche qui, nulla di concreto se non: “L'amministrazione ha tutto l'interesse, l'urgenza e la necessità che i nidi rimangano in piedi per assolvere alla funzione educativa, ma siamo ancora in una fase interlocutoria" è stato il commento della presidente di commissione Maria Teresa Zotta. Intanto i genitori continuano a brancolare nel buio, già perché a marzo dovranno iscrivere i bambini al nido e non sanno ancora quali sorti toccheranno ai loro figli: “Siamo delusi” hanno commentato a Roma Today all’indomani della commissione capitolina. Assenti la presidente Della Casa e l'assessora Baldassarre. 

La lettera di sfratto ai quattro asili nido convenzionati

Il 29 dicembre dello scorso anno il Municipio ha inviato una lettera di sfratto a quattro strutture (Casa Giardino, la Farfalla, lo Scoiattolo allegro e Tigre), ai nidi convenzionati è stato intimato di lasciare i locali entro luglio di quest’anno. Immediate le reazioni di genitori, operatori e opposizioni per impedire la chiusura delle attività dislocate nelle diverse zone del tiburtino. “Dramma sociale” aveva gridato il gruppo dem del IV Municipio difronte all’ipotesi di chiusura a cui il M5S aveva replicato: “Ci stiamo lavorando non lasciamo soli i bambini”. 

Dal Campidoglio: “Siamo ancora in una fase interlocutoria”

Maria Teresa Zotta, presidente della commissione, punta sull’importanza dei nidi nel processo educativo e  sgombera il campo da “riflessioni azzardate”: “L'interesse specifico è mettere il bambino al centro, perché ha diritto di frequentare il nido, e la famiglia al centro, perché ha diritto al percorso educativo che deve essere assolto da questa amministrazione". Nello specifico: "le linee guida che abbiamo emanato lo scorso anno prevedono che l'utenza indichi 3 nidi comunali e poi 3 convenzionati: ora dobbiamo verificare la situazione, e gli uffici e l'assessorato lo stanno facendo, per stabilire se c’è una richiesta e mi sembra molto prematuro ora pensare alla chiusura o al mantenimento di questi nidi - L'amministrazione ha tutto l'interesse, l'urgenza e la necessità che i nidi rimangano in piedi per assolvere alla funzione educativa, ma siamo ancora in una fase interlocutoria”. 

I nidi "rimbalzano": dal Municipio in Campidoglio e viceversa

Il Campidoglio ha incaricato lo stesso Municipio di analizzare i fabbisogni reali e la eventuale futura distribuzione dei piccoli utenti dei nidi che oggi frequentano i convenzionati per valutare se la soluzione sia soddisfacente o se non sia più opportuno tenerli aperti. “Il pallino adesso è in mano al Municipio IV, siamo in attesa della loro analisi per capire dove devono essere collocati i piccoli utenti di questi 4 nidi e capire se si tratti di una distribuzione logica che non arrechi danno agli interessati e riesca a salvaguardare il servizio complessivo nel Municipio” ha commentato Saccotelli, direttore del Dipartimento definendo la lettera del 29 dicembre “solo una manifestazione di volontà non ancora concretizzata”. 

Le opposizioni: "Vogliamo chiarezza"

“Oltre a preoccuparci per la strana epidemia che ha tenuto lontani gli esponenti del territorio municipale, aspettiamo dal Campidoglio risposte certe nelle prossime due settimane sul futuro dei quattro Nidi che rischiano la chiusura” è stato invece il commento degli esponenti dem Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta e i consiglieri municipali Anna Rita Leobruni e Nicolo' Corrado. Hanno aggiunto: “Sono a rischio i posti di lavoro e la qualità di un servizio pubblico integrato da gestione pubblica e privata con gli stessi standard e gli stessi costi per gli utenti. Il problema per i nidi in convenzione si trascina ormai da oltre un anno e non ci sono certezze neppure con il nuovo bando”. “Con la chiusura dei nidi e l'accorpamento - ha detto il consigliere di Fdi, Maurizio Politi, "si rischia di riempire totalmente le strutture comunali e di lasciare i bambini a casa, oltre al fatto che molte famiglie dovranno percorrere molti chilometri e cambiare quartiere per portare i figli al nido".

La delusione dei genitori

“Siamo delusi – hanno spiegato alcuni dei genitori direttamente coinvolti che hanno avviato già una raccolta firme e creato una pagina FB in supporto alle strutture sotto sfratto – ci aspettavamo passi più concreti fino ad ora – e sull’assenza della presidente Della Casa dalla commissione (per motivi di salute) hanno aggiunto – è una mancanza di rispetto a dimostrazione che le istituzioni non interloquiscono con i cittadini”. Infine: “I nidi convenzionati del nostro territorio – ha spiegato una mamma di Torraccia – sono eccellenze che non possono essere bistrattate così”.

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