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Quintiliani, stazione metro nel deserto

Per anni chiusa al pubblico, sembra ancora una stazione fantasma. Desolazione, niente negozi ed una strada che la sera fa paura agli utenti che la utilizzano

quintilianiAlla stazione metro Quintiliani la fermata è brevissima, giusto il tempo di aprire e chiudere le porte, e si riparte. Per anni è stata una stazione fantasma, chiusa al pubblico. Ora è sempre semideserta ed è assente qualunque attività commerciale, nonostante ci sia l'apposito locale, chiuso da una saracinesca.  Il motivo di tale desolazione viene da lontano.

Nel 1982, insieme ai lavori per la ristrutturazione della linea metro da Termini a Laurentina, partirono quelli dell'edificazione del prolungamento della linea verso Rebibbia sulla base del progetto di trasferire molti uffici istituzionali nella zona di Pietralata, dove sarebbe dovuto sorgere  il centro direzionale di Roma  est -SDO (Sistema Direzionale Orientale di cui ancora si sente parlare ndr) servito, in teoria,  dalla fermata Quintiliani.

Il centro direzionale non fu mai costruito, rendendo inutile la stazione lasciata chiusa  a causa  della posizione in una zona isolata  priva di strade di accesso, priva di collegamenti  e senza un parcheggio. Per ben 13 anni  i passeggeri l'hanno vista attraverso le porte chiuse  della metro,  al buio. L'apertura  alla fine c'è stata: il 23 giugno 2003 alle ore 5.30, la stazione ha aperto con il resto della linea.

Finalmente infatti, dopo anni di discussioni dovute alle solite lungaggini burocratiche e alle battaglie legali dovute all'esproprio dei terreni circostanti, l'assessorato ai lavori pubblici investì 400.000 euro in infrastrutture di collegamento con la stazione: furono asfaltati 200 metri di via di Pietra Sanguigna, la strada che consente di raggiungere la stazione da via delle Cave di Pietralata, fu costruito un parcheggio di scambio da circa  100 posti e fu realizzata una  linea autobus, il 440, che con un percorso circolare collega la stazione all'Ospedale Sandro Pertini, a Via Durantini e  via Tiburtina.

Nonostante i lavori fatti e nonostante la fermata sia la più vicina all'ospedale, la stazione è quasi sempre deserta, in certe ore ci sono al massimo una o due persone e la sera è addirittura sconsigliabile. Sul binario in direzione Laurentina ho incontrato Elisabetta, una studentessa di 20 anni. Mi racconta che quando ha lezione fino a tardi, per tornare a casa preferisce scendere a Monti Tiburtini e prendere l'autobus, anche se allunga un po'. Oltre a lei, alle ore 14 di un venerdì, incontro solo un signore ed una coppia di stranieri sulla banchina in direzione opposta. Poi qualche cartaccia e tanto silenzio, interrotto solo dal rumore della metro in avvicinamento.

"E' in programma l'intensificazione di vigilanza in diverse stazioni della metro", assicurano dall'ufficio stampa dell'atac, ma non hanno saputo precisare se Quintiliani sia tra queste. Se venissero intensificate le corse dell'autobus e se questa stazione fosse davvero messa in sicurezza, potrebbe rappresentare un preziosissimo strumento anche per chi si trova nella situazione di voler andare a trovare  qualcuno in ospedale e che nella condizione attuale deve scegliere se scendere alla fermata prima allungando il percorso, andare con mezzi privati o rassegnarsi a rischiare passando per una stazione che, per molti aspetti, fantasma lo è ancora.

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