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Il campo è agibile, i richiedenti asilo della Liberi Nantes giocano in casa

L'appuntamento è fissato per domenica 17 gennaio alle ore 10.30 per il match tra i richiedenti asilo della Liberi Nantes e l'ordine degli ingegneri di Roma

Foto Facebook Liberi Nantes

Ci siamo. Mancano poche ore all'evento. Dopo anni di lavoro e dedizione, i calciatori della Liberi Nantes giocano in casa. Già perché per la prima volta, il campo di calcio, denominato XXV Aprile, è stato ritenuto agibile e può ospitare il match della prossima domenica. L'appuntamento è fissato per il giorno 17 gennaio, alle ore 10.30 in via Marica. La squadra, un po' speciale perché costituita da giovani richiedenti asilo, incontrerà sul terreno di gioco l'Apd Oir, ovvero l'Ordine degli Ingegneri di Roma. Il calcio d'inizio ci sarà alle ore 11.00 e al termine della partita, il brindisi tra calciatori e spettatori nel 'terzo tempo'.

La storia dei Liberi Nantes è una di quelle storie che un po' fa sognare e fa capire come poi i sacrifici ripaghino. Il campo di via Marica, infatti, lungi dall'essere un perfetto campo di calcio di quelli che si vedono in tv, è stato affidato alla squadra nell'anno 2010. Da quel momento, i richiedenti asilo, insieme con i volontari e alcuni residenti del quartiere Pietralata, si sono messi in gioco e hanno lavorato tanto fino ad avere l'ok della FIGC. Così, dopo anni di lavoro e una nuova fase di recupero dell'impianto durata tutta l'estate, la federazione ha deciso di omologare il campo e ha permesso di disputare in casa le gare ufficiali di campionato.

I calciatori che indossano la maglia 'Liberi Nantes' sono circa venti, spesso si alternano tra partenze e arrivi. Tutti provengono da paesi in guerra, Mali, Senegal, Costa D'Avorio. Per loro, il campo di calcio XXV Aprile è anche un po' casa.

"Sono nella famiglia di Liberi Nantes da meno di un anno eppure so attraverso i racconti e dalle emozioni che vedo trasparire, già dal 2010, quanto, ognuno di loro si sia impegnato perché il XXV Aprile sia un luogo aperto a tutti", dichiara Fabiana, una delle volontarie dell'associazione. "Oggi il campo è un luogo di aggregazione, socializzazione, integrazione - continua - questa domenica è importante nella storia dell'associazione". Ed è proprio Fabiana, infine, a lanciare un appello: "Una delle cose che manca è una piccola tifoseria di affezionati della quale sentire il calore - continua la giovane volontaria -  il sostegno durante le partite, così come vedono le tifoserie avversarie". Poi conclude: "Quello che ci auguriamo è che da Pietralata, e non solo, sempre più persone si affaccino a vedere cosa succede e che pian piano tornino a supportarci perchè si sentano questo campo anche casa loro". 

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