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Tiburtina: nuova stazione vecchi problemi

La situazione della nuova stazione Tiburtina: un cantiere ancora aperto dove vertono i vecchi problemi legati alla mobilità delle migliaia di pendolari che attraversano la stazione

Eppur si muove la nuova stazione di Tiburtina, molto lentamente ma qualcosa sembra muoversi. Il nuovo imponente Hub dell'Alta Velocità italiana è il punto di partenza per una nuova Roma Capitale, lo snodo principale che metaforicamente e strutturalmente è un ponte tra il sud e il nord; dove Roma, a 150 anni dall'Italia unita e nel nome di Cavour rinnova il suo ruolo di capitale. 

 
Ma come succede troppo spesso le promesse hanno tempi che non coincidono con la realtà; e così la nuova Stazione Tiburtina dedicata a Cavour, inaugurata più volte, che avrebbe il compito di dare un volto di modernità alla vecchia e stanca Capitale: resta un cantiere, una struttura quasi spettrale. Parte dei binari sono ancora transennati e fuori uso, molte scale mobili sono ancora ferme, uffici, servizi commerciali e al viaggiatore  sono inesistenti. Le gallerie dei negozi sono ancora chiuse al pubblico; ed è tutto un susseguirsi di cartelli “cantiere in corso, vietato l’accesso". 
 
Salendo la rampa di scale mobili ci si ritrova nella grande galleria ponte, sale d'attesa a mezz'aria, ambienti extra lusso, enormi nuvole di metallo e vetro. Il tutto è ancora vuoto, le uniche postazioni attive sono quelle dell'alta velocità di Trenitalia e di Italo Ntv: due postazioni che sembrano point di frontiera nel deserto di questa maestosa astronave. 
 
Tuttavia Tiburtina non è solo alta velocità, anzi, di qui passano migliaia di passeggeri e pendolari sull'asse nord-sud, e Roma ne è il legame; ma l'adrenalina legata ai treni veloci fa dimenticare quei treni ad "alta frequentazione" relegati agli ultimi binari. Per arrivare a questi giganti arrugginiti il passeggero deve ben conoscere il percorso, altrimenti rischia di perdersi tra le mille transenne e passaggi bloccati. Diventa una questione di intuito e abitudine, capacità di orientamento e forza di volontà. Per non parlare della completa assenza dei servizi essenziali: biglietterie lontane centinaia di metri, locazione dei bagni incomprensibile e un tunnel lunghissimo che collega i binari dei pendolari alla metro. Insomma i treni corrono a 300kmh verso la modernità ma il semplice passeggero che usa il treno per andare a lavoro è costretto a divincolarsi tra polvere e disagi. 
 
La stazione "sospesa" prima o poi sarà completata, così come tutto il sistema di strade che la circonda e ne perfeziona il progetto. La promessa è che per la fine del 2012 tutto sarà finito e il futuro di Roma passa anche da questo mega progetto, con la speranza che possa trovare una reale collocazione nel difficile e complesso contesto urbano della Capitale.
 
 
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