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Buon compleanno Liberi Nantes. La squadra dei rifugiati compie dieci anni

La squadra è formata da rifugiati politici e richiedenti asilo

Compie dieci anni la squadra di calcio Liberi Nantes che accoglie rifugiati politici e richiedenti asilo. Un percorso lungo che li ha portati, nel tempo a raggiungere diversi traguardi: primo fra tutti poter giocare sul campo di calcio XXV Aprile a Pietralata.

"Abbiamo costruito una storia nuova"

E a stilare un bilancio di questi primi dieci anni è Alberto Urbinati, responsabile della Liberi Nantes: “Siamo nati per gioco e sul gioco abbiamo costruito una storia nuova che prima non c’era”. Ha aggiunto: “Da dieci anni centinaia di ragazzi e ragazze attraverso la Liberi Nantes hanno vissuto momenti di normalità, si sono tolti di dosso tutte le etichette e sono tornati semplicemente ragazzi – ha concluso – Hanno rincorso un pallone, hanno trovato un gruppo di amici per conversare in italiano, hanno avuto l’occasione di ammirare lo splendore della città più bella mondo”. 

La prima partita in casa

La prima partita in casa per la squadra si è svolta infatti il 17 gennaio dello scorso anno. Il campo di via Marica, infatti, lungi dall'essere un perfetto campo di calcio di quelli che si vedono in tv, è stato affidato alla squadra nell'anno 2010. Da quel momento ha preso avvio un grande lavoro che ha visto impegnati insieme i richiedenti asilo e i residenti del quartiere fino ad ottenere l'ok della FIGC. Dopo anni di lavoro e una nuova fase di recupero dell'impianto la federazione ha deciso di omologare il campo e ha permesso di disputare in casa le gare ufficiali di campionato.

La coppa disciplina

I calciatori della Liberi Nantes sono stati premiati, a giugno dello scorso anno, a Palazzo Chigi con la coppa Disciplina. Un riconoscimento conferito per la correttezza dimostrata sul terreno da gioco: la Liberi Nantes su 60 squadre della 3 categoria è risultata la più corretta tra tutte.

La loro storia è diventata un docufilm

“Fuori campo” è questo il titolo del docufilm che racconta le storie dei calciatori dentro e fuori dal campo di calcio. Il progetto è stato ideato e realizzato dai ragazzi del collettivo Malkanaa, alunni del master all’università Roma Tre. L’opera è diventata anche un momento di riflessione sulla condizione dei migranti a Roma nel 2017. 

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