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Al Tiburtino il M5S perde pezzi: si dimette il consigliere Fulvio Brigante

Le dimissioni del consigliere sono state protocollate mercoledì 9 maggio. Le spiegazione a RomaToday

È una voce emozionata ma piena di pathos quella di Fulvio Brigante che ai nostri taccuini ha raccontato le motivazioni alla base della sua scelta: le dimissioni dal consiglio municipale del Tiburtino. È stato eletto per la prima volta in quota Movimento Cinque Stelle alla scorsa tornata elettorale nel 2016: “Da tempo militavo nel movimento e collaboravo al comitato di quartiere Tiburtino III (dove vive ndr) e la candidatura mi è sembrata una prosecuzione naturale dell’impegno preso – ha spiegato – e ho iniziato questo percorso con due punti chiave: nessuno deve rimanere indietro e uno vale uno”. Brigante però si è poi reso conto della enorme differenza che passa tra il dire e il fare, soprattutto quando non si riesce a trovare delle soluzioni: “Fa male quando raccogli delle istanze da parte dei cittadini, istanze importanti, che non puoi soddisfare, è un lavoro molto faticoso con pochissime soddisfazioni e una pressione che arriva alle stelle, oggi criticherei in maniera diversa un consigliere municipale”.

Motivazioni personali e politiche 

Brigante è anche un libero professionista, proprietario di una ditta individuale, è marito e padre di due figli: “Per partecipare alle riunioni, ai consigli, alla vita politica del Municipio ho lavorato sempre di meno e questo mi ha provocato un buco economico che devo assolutamente risanare: il gettone di presenza (750 euro circa ndr) non basta per mantenere una famiglia, in casa lavoro solo io”. Un insieme di fattori quindi hanno fatto in modo che Brigante maturasse sempre di più la decisione di lasciare il ruolo che ricopre dal giugno del 2016. Poi però c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la disperazione delle educatrici degli asili nido in convenzione sfrattati dal Municipio che, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, perderanno il loro posto di lavoro. (QUI TUTTA LA STORIA DEI NIDI).

"Mi ha fatto male sapere che le educatrici perderanno il posto di lavoro"

“Non ho retto l’idea che queste persone perderanno il loro posto di lavoro, anche se voglio ancora sperare che ciò che non avvenga, mi ha fatto molto male vivere queste scene e mi sono ritrovato spiazzato – ha aggiunto – dimettermi era l’unica cosa che potessi fare, avrei potuto fare di più? Non lo so, forse mi sarei potuto incatenare ma ho scelto di dare un segnale”. Nella mattina di mercoledì in via Tiburtina 1163 è stata votata una mozione presentata dalle opposizioni per “salvare” ancora una volta le educatrici e i nidi convenzionati: la maggioranza l’ha bocciata. (QUI LE MOTIVAZIONI DATE DALLA PRESIDENTE DELLA CASA). “Quando sono entrato qui dentro – ha spiegato Brigante – riferendosi al Municipio – non l’ho fatto per fare carriera, ero un cittadino nelle istituzioni e da due anni cercavo di risolvere il problema asili nido, insieme agli altri, ma non ci sono riuscito”. Infine Brigante ha affidato alle pagine del nostro giornale un messaggio di ringraziamento e di scuse: “Ringrazio i miei colleghi di maggioranza, perché siamo sempre stati un gruppo e mi scuso con i cittadini che mi hanno votato e che ho deluso, ho fatto il massimo ma sono umano”. Fulvio Brigante ha però una certezza: "Continuerò a militare nel movimento cinque stelle e lo farò da cittadino". 

Il PD: "Brigante consigliere dalla schiena dritta"

A commentare le dimissioni di Fulvio Brigante il PD: "“Fulvio Brigante si è dimostrato consigliere dalla schiena dritta – ha commentato il capogruppo dem Massimiliano Umberti – la sua coerenza si è posta in netto disaccordo all’atteggiamento del gruppo consiliare di maggioranza che, bocciando la mozione per salvare i nidi, si è dimostrato insensibile ai disagi che verranno e sordo alle esigenze dei cittadini”. Nicolò Corrado, presidente della commissione trasparenza: "Provo profondo dispiacere per le sue dimissioni, ci siamo confrontati spesso, sempre da posizioni diverse, ma capendoci forse più di quanto ci aspettassimo reciprocamente ad inizio consiliatura". 

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