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Sos fumi, Petrocchi; "Provincia si accontenta della Basf"

Il consigliere Pdl in Provincia di Roma critica l'amministrazione di Palazzo Valentini 'colpevole' di non aver dato il giusto seguito al question time discusso in consiglio sui rischi legati all'impianto di Case Rosse: "Rilevamenti effettuati direttamente dall'impianto"

Dopo il blitz della polizia locale di Roma Capitale che stamattina è intervenuta con 50 agenti e 10 ispettori dell'Arpa per effettuare dei test atti a verificare la presenza di eventuali sostanza tossiche emanate dall'impianto Basf di Case Rosse, nella periferia est di Roma, piovono le prime critiche nei confronti della Provincia di Roma, colpevole di non aver effettuato scrupolosamente le indagini tese a controllare l'eventuale pericolosità dell'impianto del V Municipio. Ad entrare a 'piedi pari' sulla faccenda Francesco Petrocchi, consigliere Pdl a Palazzo Valentini: "ll 22 novembre dello scorso anno ho presentato una question time, discussa in Consiglio provinciale, sui rischi legati all’impianto e sui presupposti in base ai quali era stata concessa l’autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia di Roma. A gennaio 2012 mi è stato risposto che dai rilevamenti trimestrali 'non sembrano emergere significative criticità' ed è stato attestato che i livelli di emissione erano conformi ai parametri di legge. Il problema è che i rilevamenti cui fa riferimento la Provincia sono stati effettuati direttamente dalla Basf che, a mio parere, non può essere in modo credibile controllato e controllore".

PAROLE E POCHI FATTI - Controlli alla Basf sollecitati anche in seguito alle diverse lamentele ed esposti presentati dai residenti dei quartieri di Settecamini, Case Rosse e Ponte di Nona, che secondo Petrocchi dovevano essere fatti prima: "Relativamente poi all’intervento dell’Istituto Superiore di Sanità a novembre si dava conto dell’impegno in tal senso della Provincia di Roma, ma non si faceva riferimento a nessuna sottoscrizione di protocollo tra Provincia di Roma e ISS. Mi piacerebbe sapere, a questo punto, quando è stata sottoscritta la convenzione ed a che punto è lo studio sulla valutazione dei rischi sanitari riconducibili allo stabilimento. Elementi che la Provincia di Roma omette di riferire e che spero rappresentino soltanto una, seppur grave, dimenticanza. La Provincia di Roma di fatto è rimasta inerte e sorda alle istanze dei cittadini e non è andata al di là delle mere intenzioni senza svolgere alcun controllo supplementare malgrado sia stata a ciò sollecitata più volte sia dai comitati che dal sottoscritto”.
 

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