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Colli Aniene, depositati gli esposti contro il Depuratore Roma Est

Depositati presso la Procura della Repubblica i due esposti, nati dall'iniziativa dell'Avvocato Salomone, presentati durante l'assemblea cittadina di Colli Aniene lo scorso 9 Giugno

Nuova mossa nella lotta dei residenti contro i miasmi rilasciati dal depuratore di via Alberini: il 13 Luglio sono stati depositati alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Roma, i due esposti programmati nell'assemblea cittadina di Colli Aniene lo scorso 9 Giugno, La mossa legale era stata proposta lo scorso 9 Giugno, nel corso di un’assemblea cittadina a cui avevano partecipato centinaia di residenti del quartiere Colli Aniene e delle zone limitrofe. La riunione era stata convocata in merito al problema, presente già da parecchi anni, legato alle inefficienze del depuratore Roma Est di Via degli Alberini

IL PRIMO ESPOSTO – Volto a richiedere l’avvio di indagini finalizzate ad appurare in particolar modo la natura e le caratteristiche degli odori, ‘acri e nauseabondi’, avvertiti dai cittadini residenti.
 
IL SECONDO ESPOSTO – Anch’esso è volto a richiedere l’avvio di accurate indagini, volte in questo caso ad individuare la causa, ed i responsabili, delle colonne di fumo scaturenti dalle combustioni e dai roghi originati all’interno del perimetro ricompreso fra Via del Flauto, Via della Martora, Via Salviati, Via Severini. L’ACEA aveva già eseguito una ricerca a proposito, ritenendo i fumi ‘non tossici né pericolosi per la salute’.
 
Ad entrambi i documenti sono state allegate centinaia di dichiarazioni dei residenti dei quartieri di Rebibbia e Casal Bruciato, raccolte dal Comitato di Quartiere Colli Aniene con il supporto di altre associazioni impegnate in questa causa, nelle quali i cittadini stessi confermano “di avvertire periodicamente – in prossimità della propria abitazione - odori acri e nauseabondi, aventi carattere non momentaneo” e ancora “tali nauseanti odori arrecano fastidio, disagio, disturbo, determinando altresì un turbamento della propria tranquillità, tale da produrre un impatto negativo sull’esercizio delle normali attività quotidiane di lavoro e di relazione (ad es., necessità di tenere le finestre chiuse, difficoltà a ricevere gli ospiti in casa, etc.)”.
 
Sia il Comitato di Quartiere che il Suo legale, l’Avv. Prof. Francesco Emanuele Salamone, confidano ora in un intervento rapido e risolutivo da parte della Magistratura.
 
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