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Casal Bertone, l'antica via Collatina sotto al mercato: "Resti saranno fruibili"

Oggi un sopralluogo della commissione Commercio. Da anni scavi bloccati dal cantiere del mercato

Scavi archeologici al mercato di Casal Bertone

Un intero tratto della vecchia via Collatina, risalente al I secolo AC, sotto il mercato rionale di Casal Bertone. Sono passati ormai circa sei anni da quando è stato scoperto e da allora gli scavi archeologici sono sovrastati dal cantiere bloccato e incompleto. Oggi l'amministrazione capitolina a 5 Stelle prova a riprendere in mano la questione tentando di ripetere la felice esperienza del Mercato Testaccio, dove si coniugano i due aspetti, quello commerciale del mercato e quello culturale degli scavi, che saranno resi fruibili ai cittadini. 

Per questo, la commissione Commercio presieduta da Andrea Coia si è recata questa mattina in loco per un sopralluogo. Questo lo scenario attuale: i circa 25 metri dell'antico asse viario, con necropoli annesse, sono al momento coperti da teloni, mentre i reperti archeologici sono stati trasportati in luoghi appositi per la conservazione. L'idea è quella di mettere in sicurezza il sito per portare a termine il mercato. E poi rendere fruibili gli scavi, con visite periodiche guidate. 

Sembra scartata invece l'ipotesi di apporre una teca sopra l'area per renderla visibile direttamente dagli spazi del mercato. "La struttura già c'è ed è buona, per una teca bisognerebbe ricominciare il progetto da zero" ha spiegato durante il sopralluogo la funzionaria della Soprintendenza Archeologica, Patrizia Paoloni. "Per riavviare i cantieri- ha sottolineato ancora quest'ultima - è necessaria una 'musealizzazione' dell'area con la giusta illuminazione e areazione degli ambienti per evitare che il tufo si sgretoli". Solo con la musealizzazione, che richiede circa 400mila euro, "si scongiurerebbe il 'rischio' vincolo che bloccherebbe tutto: sia il mercato che lo stesso sito, che verrebbe reinterrato". Le spese, hanno spiegato sempre dalla commissione capitolina, sarebbero equamente suddivise tra Stato e Comune di Roma, con la Soprintendenza che si farebbe carico di circa metà dell'importo.

(Fonte Agenzia Dire)

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