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Caso Basf, Codici con i cittadini: “La provincia deve garantire la salute”

La convenzione stipulata dalla Provincia di Roma con l’Istituto Superiore di Sanità non convince i Comitati di Quartiere Settecamini e Case Rosse che chiedono una revisione dell’accordo

Dopo il blitz della polizia di Roma Capitale nello stabilimento della Basf a Case Rosse le polemiche non si arrestano. Oggi è la volta dell'associazione Codici che si pronuncia contro la Provincia di Roma rea, secondo l'associazione a tutela dei consumatori, di far poco contro i pericoli denunciati da comitati e cittadini.
Codici sposa la battaglia che stanno conducendo ormai da decenni i Comitati di Settecamini e Case Rosse.  “Chiediamo infatti maggiore trasparenza e chiarezza rispetto alle decisioni finora prese – dichiara il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli - e alla Provincia di Roma di attuare tutte le strategie ed i piani necessari affinché venga attuata una seria tutela dei cittadini. La Provincia di Roma ha il dovere di garantire la salute sia dell’ambiente che degli abitanti”.

Nel suo stabilimento “insalubre di prima classe” di Via di Salone, afferma l'associazione in una  nota, a meno di 10 Km dal centro di Roma, la società BASF (ex Engelhard) deposita e brucia ogni giorno, dal 1956, tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da stabilimenti chimici di tutto il mondo, recuperando e riciclando i metalli preziosi residui della combustione. Un business molto interessante e remunerativo per la multinazionale, che però non è più compatibile con la realtà ed i numeri del territorio circostante: oltre allo stoccaggio di sostanze nocive e pericolose e alle emissioni tossiche nell’aria di Settecamini, le acque reflue dei processi chimici vengono versate nel fiume Aniene, affluente del Tevere, anch’esso già ampiamente inquinato – affermano i rappresentanti dei Comitati.

In questo contesto il Presidente della Provincia di Roma, On. Zingaretti, non solo si è assunto il 30 dicembre scorso la responsabilità di concedere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alla BASF Italia S.r.L, ma ha appunto sottoscritto ora una convenzione con l’ISS per realizzare uno studio preliminare con un investimento di sette volte inferiore a quello inizialmente stimato.

“Esprimiamo particolare preoccupazione per alcuni aspetti del piano – proseguono i Comitati Settecamini e Case Rosse -  primo tra tutti la durata limitata ed il fatto che il piano stesso ignora del tutto la presenza di centinaia di abitazioni, attività commerciali ed un asilo nido entro 500m dall’inceneritore. Va chiarito che il rischio per la salute dei cittadini esiste ed è conseguente alle emissioni certe di un inceneritore che brucia 24h/24 circa 4 tonnellate al giorno di rifiuti tossici, nocivi e pericolosi e versa nell’aria 150-200.000 metri cubi di fumi tossici al giorno”.
Ecco le proposte dei Comitati che prevedono una revisione dell’iniziativa unilaterale della Provincia di Roma con: controlli nei 12 mesi previsti; attuazione di un piano di sorveglianza e controllo permanente allo scadere dell’anno di controllo;  ed infine la delocalizzazione dell’inceneritore in un’area industriale idonea in Provincia di Roma.
 

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